La polenta è buonissima con i piatti rutilanti di sugo, uno spezzatino, per esempio, o una carbonade (trovate la ricetta nel blog, 23 marzo 2011). Oggi propongo un grande classico delle carni stufate: il Gulasch. Piatto d'origine ungherese, ma che per motivi storici troviamo nella cucina triestina.
750 g di polpa di manzo a dadoni - 500 g di cipolle - 250 di salsa di pomodoro (una passata o dei pomodori freschi fatti sbollentare e poi ridotti in purè) - brodo - alloro - rosmarino - maggiorana - paprika piccante - due cucchiai di olio d'oliva - sale pepe - brodo qb
Tagliare le cipolle sottili. Cuocerle in un tegame a fuoco dolcissimo con l'olio d'oliva. Quando saranno morbidissime unire la carne e farla rosolare. Unire le erbe. Aggiungere i pomodori, la paprika e un mestolo di brodo, salare e pepare, Portare ad ebollizione e abbassare la fiamma al minimo. Cuocere coperto a fuoco dolcissimo per due ore, bagnando con il brodo nel caso si seccasse troppo. Servire caldo con la polenta.
per quattro persone
P.S La ricetta originale prevede lo strutto al posto dell'olio. Io preferisco l'olio, voi siete liberi di scegliere ciò che preferite.
venerdì 24 gennaio 2014
mercoledì 22 gennaio 2014
LA POLENTA, FACILE CUOCERLA
La polenta rappresenta il cibo che associamo alla montagna, è automatico, anche se esistono tanti altri piatti nelle nostre Alpi e sui nostri Appennini. C'è una tale varietà che restare ancorati al binomio montagna/polenta è restrittivo, ma consolatorio. La polenta è un comfort food, quei cibi che ti ricordano l'infanzia e che permettono di lenire gli attimi di sconforto e col suo colore giallo porta il sole in casa anche d'inverno. La polenta e i suoi accompagnamenti, perché senza qualcosa che la accompagni pur buona non è proprio il massimo. Latte, panna, formaggi, carni stufate, carbonade, verdure con molto sugo e tanto altro ancora.
Spesso si rinuncia a cuocere una polenta, pur desiderandola molto, perché è un piatto che va seguito, lungo da fare. Ebbene con la ricetta che vi propongo mangerete polenta tutti i giorni, fino a non poterne più. Devo questo modo di cucinare la farina di mais alla mia amica Cristina, piemotese, e cuoca sopraffina.
Per ogni 200 g di farina di mais, che deve essere di altissima qualità, fresca e magari macinata a pietra, ci vuole un litro di acqua pura, magari filtrata, e un cucchiano di sale grosso, per essere pignoli magari sale dolce di Cervia. Per schematizzare:
200 g farina di mais
1000 ml acqua
7/8 g sale
Mettere l'acqua in una casseruola di inox a fondo spesso. Porla sul fonrnello e quando comincia a fremere (l'acqua, non il fornello), poco prima dell'ebollizione, unire il sale e versare a pioggia la farina mescolando velocemente con un frusta a mano. Questo serve per evitare il formarsi di grumi. Mescolare con un cucchiaio di legno per i primi dieci minuti, poi abbassare la fiamma al minimo, in modo che il fuoco risulti dolcissimo. E a questo punto caliamo l'asso, collocare una retina spargifiamma sotto la pentola, lasciar sobbollire (in superficie si formeranno delle bolle che scoppieranno, un plop plop ammaliante) mezzo coperto e portare fino a cottura. Con questa soluzione otterrete una polenta di media consistenza. Qui sta il gusto proprio: se volete una polenta più morbida, liquida, aumentate l'acqua, se al contrario, la volete più dura, diminuitela. Le prime volte bisogna prendere la mano, poi verrà da sé. I tempi di cottura variano da polenta a polenta. Dimenticavo, non è che in questo caso la polenta non si attacchi alla pentola, avrete sempre le fantastiche crosticine da sgranocchiare.
Servitela come più vi piace. Io la adoro con uno spezzatino con carote oppure una bella Toma stagionata. Ovviamente di montagna.
Spesso si rinuncia a cuocere una polenta, pur desiderandola molto, perché è un piatto che va seguito, lungo da fare. Ebbene con la ricetta che vi propongo mangerete polenta tutti i giorni, fino a non poterne più. Devo questo modo di cucinare la farina di mais alla mia amica Cristina, piemotese, e cuoca sopraffina.
Per ogni 200 g di farina di mais, che deve essere di altissima qualità, fresca e magari macinata a pietra, ci vuole un litro di acqua pura, magari filtrata, e un cucchiano di sale grosso, per essere pignoli magari sale dolce di Cervia. Per schematizzare:
200 g farina di mais
1000 ml acqua
7/8 g sale
Mettere l'acqua in una casseruola di inox a fondo spesso. Porla sul fonrnello e quando comincia a fremere (l'acqua, non il fornello), poco prima dell'ebollizione, unire il sale e versare a pioggia la farina mescolando velocemente con un frusta a mano. Questo serve per evitare il formarsi di grumi. Mescolare con un cucchiaio di legno per i primi dieci minuti, poi abbassare la fiamma al minimo, in modo che il fuoco risulti dolcissimo. E a questo punto caliamo l'asso, collocare una retina spargifiamma sotto la pentola, lasciar sobbollire (in superficie si formeranno delle bolle che scoppieranno, un plop plop ammaliante) mezzo coperto e portare fino a cottura. Con questa soluzione otterrete una polenta di media consistenza. Qui sta il gusto proprio: se volete una polenta più morbida, liquida, aumentate l'acqua, se al contrario, la volete più dura, diminuitela. Le prime volte bisogna prendere la mano, poi verrà da sé. I tempi di cottura variano da polenta a polenta. Dimenticavo, non è che in questo caso la polenta non si attacchi alla pentola, avrete sempre le fantastiche crosticine da sgranocchiare.
Servitela come più vi piace. Io la adoro con uno spezzatino con carote oppure una bella Toma stagionata. Ovviamente di montagna.
martedì 21 gennaio 2014
DALLA PARTE DELLA MONTAGNA
| La luna all'alba, d'inverno |
sabato 18 gennaio 2014
BROWNIE AL CIOCCOLATO BIANCO E LIMONE
Per le sue evoluzioni sulle piste da discesa e da fondo il nostro Cane ha bisogno di introdurre un bel po' di calorie. Ecco dei brownies che promettono di fare il loro lavoro.
100 g di burro - 100 di cioccolato bianco - 100 g di farina - due uova - 100 g di zucchero - la scorza di un limone - due cucchiai di zucchero
Sciogliere il burro e il cioccolato a bagnomaria. In una grande ciotola, sbattere le uova con lo zucchero e unire il burro e il cioccolato fusi, mescolare bene. Unire la scorza e il succo di limone, la farina e mescolare per amalgamare. Versare la pasta in una teglia quadrata imburrata e infarinata. Cuocere a 180 gradi per 35 minuti. Togliere dalla teglia e lasciar raffreddare su una griglia.
per sei persone
Se volete potete glassare i brownies con una glassa così composta: mescolare 100 di zucchero a velo e mezzo uovo, unire il succo di un quarto di limone e sbattendo il composto per qualche secondo. Versare sul dolce ancora caldo.
Ricetta tratta dal libro Brownies, cookies and brookies di Emilie Perrin ed Hachette
100 g di burro - 100 di cioccolato bianco - 100 g di farina - due uova - 100 g di zucchero - la scorza di un limone - due cucchiai di zucchero
Sciogliere il burro e il cioccolato a bagnomaria. In una grande ciotola, sbattere le uova con lo zucchero e unire il burro e il cioccolato fusi, mescolare bene. Unire la scorza e il succo di limone, la farina e mescolare per amalgamare. Versare la pasta in una teglia quadrata imburrata e infarinata. Cuocere a 180 gradi per 35 minuti. Togliere dalla teglia e lasciar raffreddare su una griglia.
per sei persone
Se volete potete glassare i brownies con una glassa così composta: mescolare 100 di zucchero a velo e mezzo uovo, unire il succo di un quarto di limone e sbattendo il composto per qualche secondo. Versare sul dolce ancora caldo.
Ricetta tratta dal libro Brownies, cookies and brookies di Emilie Perrin ed Hachette
giovedì 16 gennaio 2014
GEMELLI CON CREMA DI VERZA E PANCETTA
Il nostro prode Cane delle Nevi deve mettersi in forze per poter affrontare la lunghe gite sugli sci di fondo. Niente di meglio che questo piatto semplice, sfizioso e invernale.
360 g di gemelli (o altra pasta corta) - mezzo chilo di verza - una cipolla - 200 g di pancetta tesa - olio evo - sale pepe - pecorino romano
Portare ad ebollizione abbondante acqua, unire le foglie di metà verza per sbianchirle tre/quattro minuti nell'acqua insieme a un cucchiaino di sale grosso. In una padella soffriggere metà cipolla tagliata fine finché non è bella dorata, aggiungere le foglie shollentate di verza e lasciar insaporire per un paio di minuti. Salare (poco) e pepare. Frullare tutto nel frullatore, trasferire in una ciotola e far raffreddare rapidamente il puré mettendolo sovrapponendolo ad un recipiente contenente acqua e ghiaccio. Tagliare sottile il resto della verza e saltarla in padella con un paio di cucchiai di olio e l'altra metà della cipolla soffritta. Aggiustare di sale e pepe. In un padellino senza condimento far tostare la pancetta finché non è bella croccante. Eliminare il grasso che si forma. Cuocere i gemelli al dente. Mescolare il purè di verza e la verza saltata in una grande ciotola, unire i gemelli scolati (tenere da parte un po' di acqua di cottura) e mescoalre bene, se la crema fosse troppo consistente unire qualche cucchiaio di acqua di cottura. Unire la pancetta e una grattata di pecorino. Servire immediatamente.
per quattro persone
360 g di gemelli (o altra pasta corta) - mezzo chilo di verza - una cipolla - 200 g di pancetta tesa - olio evo - sale pepe - pecorino romano
Portare ad ebollizione abbondante acqua, unire le foglie di metà verza per sbianchirle tre/quattro minuti nell'acqua insieme a un cucchiaino di sale grosso. In una padella soffriggere metà cipolla tagliata fine finché non è bella dorata, aggiungere le foglie shollentate di verza e lasciar insaporire per un paio di minuti. Salare (poco) e pepare. Frullare tutto nel frullatore, trasferire in una ciotola e far raffreddare rapidamente il puré mettendolo sovrapponendolo ad un recipiente contenente acqua e ghiaccio. Tagliare sottile il resto della verza e saltarla in padella con un paio di cucchiai di olio e l'altra metà della cipolla soffritta. Aggiustare di sale e pepe. In un padellino senza condimento far tostare la pancetta finché non è bella croccante. Eliminare il grasso che si forma. Cuocere i gemelli al dente. Mescolare il purè di verza e la verza saltata in una grande ciotola, unire i gemelli scolati (tenere da parte un po' di acqua di cottura) e mescoalre bene, se la crema fosse troppo consistente unire qualche cucchiaio di acqua di cottura. Unire la pancetta e una grattata di pecorino. Servire immediatamente.
per quattro persone
mercoledì 15 gennaio 2014
REQUIEM PER IL CANE DELLE NEVI
| Incontri sulla pista da fondo |
giovedì 9 gennaio 2014
DOPO LE FESTE... DETOX - INSALATA DI SPINACINI, ARANCIA E SEDANO
Continua la serie di ricette post feste, questa accompagna il Salmone al Cartoccio presentato ieri. Le qualità detox del sedano si abbinato perfettamente a quelle del finocchio, l'acidità dell'arancia e la presenza delle vitamina C aggiungono un tocco di brio. Gli spinacini, che dire... li adoro! Per la quantità di olio: se siete a dieta tenete quella della ricetta, altrimenti mettetene uno o due cucchiai in più se vi fa piacere. Qui si detossina, ma non è obbligatorio dimagrire.
tre bei pugni di spinacini già puliti (circa 70 g) - quattro gambi di sedano bianco - un arancia - mezzo finocchio - mezza cipolla rossa - un cucchiaio e mezzo - un cucchiaino di sale - pepe a piacere
Mettere gli spinacini su un piatto di portata. Dopo aver lavato e pulito il sedano tagliarlo sottile e disporlo sopra gli spinacini. Tagliare a vivo l'arancia (se non sapete come fare cercate nel blog Insalata di Arance e Barbabietole, c'è la spiegazione fotografica) estrarne gli spicchi privi di pelle e unitela al piatto, tenere da parte le bucce tagliate. Affettare il finocchio e la cipolla molto finemente, unirli all'insalata. In una ciotolina preparare il condimento stemperando il sale con il succo estratto dalla polpa e dalle bucce che sono rimaste dopo aver tagliato le arance, unire il pepe e l'olio. Condire l'insalata e servire.
per due persone
tre bei pugni di spinacini già puliti (circa 70 g) - quattro gambi di sedano bianco - un arancia - mezzo finocchio - mezza cipolla rossa - un cucchiaio e mezzo - un cucchiaino di sale - pepe a piacere
Mettere gli spinacini su un piatto di portata. Dopo aver lavato e pulito il sedano tagliarlo sottile e disporlo sopra gli spinacini. Tagliare a vivo l'arancia (se non sapete come fare cercate nel blog Insalata di Arance e Barbabietole, c'è la spiegazione fotografica) estrarne gli spicchi privi di pelle e unitela al piatto, tenere da parte le bucce tagliate. Affettare il finocchio e la cipolla molto finemente, unirli all'insalata. In una ciotolina preparare il condimento stemperando il sale con il succo estratto dalla polpa e dalle bucce che sono rimaste dopo aver tagliato le arance, unire il pepe e l'olio. Condire l'insalata e servire.
per due persone
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